Vasilije Novičić è un centrocampista serbo classe 2008, nato il 7 maggio a Kosovska Mitrovica, città del nord del Kosovo a maggioranza serba, storicamente una delle aree più complesse dei Balcani, che ha forgiato nel corso degli anni generazioni di atleti con un profilo caratteriale particolarmente solido. Questo dettaglio biografico non è irrilevante nella lettura del suo profilo mentale e agonistico, che emerge con una maturità e un’intensità superiori all’età in modo coerente e non episodico lungo l’intera stagione.
Cresciuto interamente nel settore giovanile del FK IMT Beograd, uno dei club storici della capitale serba con una tradizione consolidata nella formazione di centrocampisti tecnici, Novičić compie la scalata interna in modo lineare e accelerato. Dopo aver militato nelle formazioni U17 del club, dove emerge come riferimento tecnico nel campionato Kadetska liga, viene promosso nel gruppo della prima squadra già nel luglio 2024, prima di compiere i 17 anni. Il debutto in Superliga avviene il 6 ottobre 2024 in occasione del match contro la Stella Rossa, perso 3-1, dove dimostra da subito una presenza fisica e un coraggio tattico che sorprendono per la giovane età. Il primo gol in competizioni ufficiali arriva il 24 maggio 2025, nell’ultima giornata del girone retrocessione della stagione 2024/25.
Sul piano internazionale, il percorso con le nazionali giovanili serbe si articola attraverso le selezioni U17 e U18 prima di approdare all’U19, con cui partecipa alle qualificazioni all’Europeo U19 2026. La Serbia Under 17 è storicamente uno dei vivai più prolifici d’Europa, e la convocazione costante di Novičić nelle varie fasce d’età testimonia che la federazione serba lo considera un profilo prioritario nel percorso di sviluppo dell’Under 21 e, in prospettiva, della nazionale maggiore.
Profilo atletico
Fisicamente, Novičić presenta una struttura nella norma per il ruolo, 175 cm, 65 kg, che non lo identifica come elemento di dominio fisico, ma che si rivela funzionale all’interpretazione del centrocampista a doppia fase che già esprime in campo. La heatmap stagionale è in questo senso rivelatrice: la distanza tra le zone di maggiore presenza, la metà sinistra del centrocampo in fase difensiva e la trequarti destra in fase offensiva, racconta di un giocatore che copre traiettorie ampie e diagonali nel corso della partita, con una mobilità che richiede una resistenza aerobica già ben sviluppata per l’età.
La resistenza è l’aspetto fisico più maturo e immediatamente misurabile: 87 minuti di media a partita su 32 presenze, per un totale di 2771 minuti stagionali, è un carico considerevole per un giocatore che a inizio stagione aveva 17 anni. Il fatto che non sia emerso alcun infortunio muscolare rilevante nel corso dell’anno suggerisce una base atletica geneticamente solida e un lavoro preventivo attento da parte dello staff medico del club.
La velocità di base è nella media per il ruolo: nei cinque-dieci metri è reattivo e preciso nel timing, qualità che amplifica l’efficacia del pressing e dell’anticipo nei duelli ravvicinati. Il 51% di duelli totali vinti su un volume di 3.9 a partita è un dato già robusto, e suggerisce che il tasso di successo nel contrasto non è frutto di fortuna ma di un senso tattico della posizione già strutturato. Non è un elemento che crea separazione sugli spazi lunghi in accelerazione pura, ma nei contesti in cui opera, transizioni corte, pressing sul portatore, inserimento diagonale senza palla, la velocità attuale è sufficiente a generare vantaggio sistematico.
Il duello aereo è un aspetto che richiede attenzione nel prossimo ciclo di sviluppo: il 44% di successo nei contrasti aerei indica che la lotta di testa non è ancora un terreno su cui può esprimere superiorità. In un centrocampista box-to-box che dovrà presidiare l’area nei calci d’angolo difensivi e nelle seconde palle aeree, questa è una componente su cui investire nel medio termine. La forza funzionale è l’elemento fisico con il margine di sviluppo più ampio: nei duelli prolungati spalle alla porta e negli uno contro uno statici con centrocampisti di maggiore struttura, tende a cedere terreno dopo il primo momento di contrasto. Con il completamento dello sviluppo muscolare, ancora pienamente in corso per un 2008, questo aspetto è destinato a migliorare naturalmente, ma il lavoro in sala pesi dovrà essere calibrato per non compromettere la fluidità di movimento che è uno dei suoi tratti più preziosi.
Profilo tecnico
Tecnicamente, Novičić si distingue per una pulizia nell’esecuzione dei fondamentali che è il tratto più maturo del suo profilo. Il controllo orientato è sistematicamente in avanti o laterale, quasi mai in chiusura, segnale di un giocatore che già nel momento della ricezione sa dove andrà il pallone successivo. Questa qualità, che nei giocatori giovani è spesso il primo discriminante tra il talento reale e quello apparente, si traduce in una circolazione del pallone fluida e veloce anche sotto pressione avversaria.
Il passaggio rasoterra corto e medio è il suo gesto tecnico più affidabile: la percentuale del 76% complessivo e dell’85% nella propria metà campo racconta di un centrocampista che non concede la palla nei momenti di costruzione bassa, sa trovare le linee di passaggio verticali nei momenti giusti e ha la freddezza di giocare semplice quando la situazione non offre soluzioni rischiose. I 27.2 passaggi riusciti a partita su una media di soli 53.1 tocchi totali indicano una gestione della palla efficiente: non trattiene il pallone più del necessario, non cerca la soluzione complicata quando quella semplice è disponibile.
La qualità del passaggio lungo è l’area tecnica con il deficit più evidente: il 32% di accuratezza sui long ball è un dato basso che denuncia imprecisione nell’esecuzione del lancio di trenta-quaranta metri, particolarmente nella gestione della traiettoria e del peso. In un centrocampista chiamato a giocare in contesti più veloci e compatti del calcio serbo, questa qualità sarà sempre più necessaria per cambiare il lato del gioco rapidamente e per innescare le transizioni offensive senza passare per la costruzione corta.
Sui calci piazzati è già un elemento di qualità riconosciuta a livello di club. La heatmap mostra con chiarezza i punti di battuta dei corner, angoli del campo avversario, e la zona di punizione dalla trequarti destra. La traiettoria dei corner è preferibilmente a rientrare verso il primo palo o tagliante sul secondo, con una buona capacità di variare la soluzione in funzione del posizionamento della difesa avversaria. La punizione diretta è ancora un gesto in costruzione (0/3 in gol), dove la qualità del gesto tecnico, altezza della traiettoria, effetto, precisione, deve essere affinata per diventare un’arma reale. Il rigore, invece, è già territorio di piena affidabilità: 6/8 in stagione, con una freddezza nell’approccio al dischetto che non ha bisogno di ulteriori conferme.
La conclusione in open play è rara (0.9 tiri p/g) ma efficace grazie alla qualità degli inserimenti in area: i 7 gol dall’interno dell’area testimoniano una tendenza al movimento senza palla verso la porta già strutturata. Il tiro da fuori (1/17) è un aspetto quasi assente nel repertorio attuale, coerente con un profilo che preferisce arrivare vicino alla porta piuttosto che concludere dalla distanza.
Profilo tattico
La heatmap stagionale è il documento tattico più preciso disponibile su Novičić, e la sua lettura modifica in modo sostanziale la comprensione del suo ruolo reale rispetto alla semplice etichetta di “mediano“. La concentrazione primaria nella zona sinistra del centrocampo, attorno e leggermente a sinistra del cerchio di centrocampo, rivela un giocatore che presidia preferenzialmente il lato mancino della mediana in fase difensiva e di raccordo: scala sul portatore avversario che attacca dalla sinistra, offre la linea di uscita corta al difensore centrale sinistro, intercetta le transizioni avversarie su quella fascia.
La seconda zona calda nella trequarti offensiva destra descrive invece il Novičić in fase di possesso avanzato: taglia diagonalmente da sinistra verso destra, si inserisce sul corridoio destro della trequarti avversaria per battere corner e punizioni laterali, e da lì attacca l’area con movimenti di seconda palla. Questo schema posizionale asimmetrico, presidio a sinistra in non possesso, inserimento a destra in possesso, racconta di un centrocampista che già interpreta il campo in modo evoluto, con movimenti senza palla che creano problemi di marcatura difficilmente risolvibili con schemi difensivi rigidi.
Come mediano in una linea a due, il contributo principale è nella fase di non possesso: scala sul portatore con tempismo, occupa le zone d’ombra sulle linee di passaggio avversarie e garantisce copertura al difensore che esce in pressione. I 4.2 palloni recuperati a partita e le 1.2 intercettazioni medie confermano che questa funzione è già eseguita a livello superiore alla media della categoria. Come mezzala in un centrocampo a tre, la vocazione offensiva emerge con maggiore evidenza: si inserisce diagonalmente da sinistra verso il corridoio destro dell’attacco, attacca la profondità sulle transizioni e partecipa alle combinazioni corte in zona rifinitura.
La gestione totale dei calci piazzati è il contributo tattico più inatteso e più significativo del profilo: corner, punizioni laterali e rigori affidati sistematicamente a un centrocampista di 18 anni in Superliga è una scelta tecnica dello staff che racconta di una qualità esecutiva già riconosciuta e di una affidabilità mentale fuori dal comune per l’età. Il numero di ammonizioni (11) rimane il dato tattico che richiede la maggiore attenzione: in un contesto di calcio più veloce e fisicamente meno permissivo rispetto alla Superliga serba, la stessa intensità d’intervento produrrebbe un tasso di cartellini incompatibile con la continuità in campo.
Profilo mentale
Il profilo mentale di Novičić si legge attraverso tre livelli di responsabilità che coesistono nella stessa stagione, tutti inusuali per un classe 2008 al primo anno pieno da titolare in un campionato professionistico nazionale.
Il primo livello è la responsabilità individuale nel momento di massima pressione: 8 rigori battuti in Superliga, 6 realizzati. Non è la statistica di un giocatore a cui viene affidato il dischetto perché non c’è nessun altro, è la statistica di un giocatore che ha costruito la fiducia dello staff attraverso la qualità dell’esecuzione e la gestione della pressione sotto osservazione di tutto lo stadio. Ogni rigore è un atto di autocandidatura alla responsabilità, e il fatto che Novičić la cerchi sistematicamente racconta di un profilo caratteriale che non percepisce la pressione come minaccia ma come contesto in cui esprimersi.
Il secondo livello è la gestione collettiva dei calci piazzati: essere il battitore designato di corner e punizioni in una squadra adulta a 18 anni è una forma di leadership tecnica riconosciuta dall’esterno, non autoproclamata. Lo staff ha valutato che nessun altro giocatore in rosa garantisce la stessa affidabilità esecutiva e la stessa capacità di leggere il posizionamento avversario prima della battuta. Questa delega è un certificato di maturità tecnica e mentale che va ben oltre i numeri di una stagione.
Il terzo livello è la continuità della presenza nel gioco: 87 minuti di media a partita, 30 titolarità su 32 presenze, con una propositività costante in entrambe le fasi che non conosce partite in ombra prolungate. L’alto numero di ammonizioni è il segno che questa intensità non si autoregola ancora perfettamente, ma è anche la prova che non viene mai meno, neanche nelle partite difficili o nelle fasi in cui la squadra è in difficoltà.
Proiezione futura
Vasilije Novičić è, a 18 anni, uno dei profili di centrocampista più completi e precocemente definiti dell’area balcanica. La stagione 2025/26 rappresenta un punto di svolta nella sua traiettoria: da promessa del settore giovanile a titolare indiscusso in Superliga e a riferimento assoluto sui calci piazzati della squadra, con numeri che non hanno equivalenti nella storia recente dei centrocampisti della sua annata in Serbia.
La heatmap stagionale aggiunge alla lettura statistica una dimensione tattica precisa: il movimento asimmetrico tra zona sinistra difensiva e trequarti destra offensiva, già codificato e sistematico, non è il prodotto di una stagione fortunata ma di una lettura del gioco già strutturata. Questo è forse il segnale di maturità più difficile da replicare artificialmente, e il più significativo in chiave di proiezione.
Il contratto in scadenza nel giugno 2027 e il valore di mercato già attestato a €3.5M definiscono una finestra temporale precisa per un eventuale trasferimento: la sessione estiva del 2026 rappresenta il primo momento reale in cui club di livello medio-alto europeo potranno muoversi con interesse concreto. La federazione serba lo considera un profilo prioritario per il percorso verso la nazionale maggiore, e la presenza continuativa nelle selezioni giovanili serbe, tradizionalmente tra le più competitive d’Europa per la fascia U17-U21, è un ulteriore segnale del riconoscimento del suo status.
Il profilo di approdo più coerente con le sue caratteristiche attuali è quello di un campionato di media fascia europea, Bundesliga austriaca, Eredivisie, Ligue 1, Serie B italiana, dove il ritmo di gioco più elevato rispetto alla Superliga accelererebbe il processo di maturazione tattica e fisica senza esporlo a un salto troppo brusco. Con due-tre anni in un contesto europeo strutturato, e con la crescita fisica e tecnica che è già in corso, la proiezione verso i massimi livelli del calcio continentale è concreta e fondata su basi solide.
Il profilo è da interesse attivo con priorità elevata.
Review di Azza Scouting

